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Genova mon amour

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Genova di sera

La situazione sociale italiana – 50° Rapporto Censis

Il 50° Rapporto Censis sulla situazione sociale dell’Italia è sconfortante. Il disagio cresce, soprattutto se si guarda ai redditi da fame dei giovani, quei pochi che riescono a trovare lavoro.
I nipoti sono più poveri dei nonni. La crisi stritola i giovani nati nel nuovo millennio, la cosiddetta “generazione perduta”. Ma anche le altre fasce d’età non stanno meglio.
Gli investimenti sono frenati, il Pil è fermo al 16,6% (dato 2015), ossia ai minimi dal dopoguerra e lontano dalla media europea (19,5%), da Francia (21,5%), Germania (19,9%), Spagna (19,7%) e Regno Unito (16,9%).

Ma i soldi ci sarebbero: alcuni nostri connazionali (chi?) hanno messo da parte, nei recenti anni di crisi, oltre 100 miliardi di euro.

Lo scenario dell’occupazione è ambiguo e non si può certo dire che l’Italia abbia messo in atto una ricetta decisiva.
I contratti a tempo indeterminato sono attualmente scesi al 21,3% rispetto al 32.4 del 2015. Quelli a tempo determinato sono al 63,1%. Gran parte delle stabilizzazioni sono dovute alla decontribuzione e al Jobs Act con i contratti a tutele crescenti e diritti decrescenti. Si registra il boom dei voucher : 277 milioni di contratti stipulati tra il 2008 e il 2015, e 70 milioni di nuovi voucher emessi nei primi sei mesi del 2016.

La produttività fa passi indietro, come i gamberi. Il mondo produttivo chiede flessibilità e abbattimento dei costi, ma non si può mettere su famiglia se ci si trova ad essere lavoratori flessibili (=precari, in Italia). E non si può chiedere alle persone di sopravvivere con «lavoretti», senza versare alcun contributo previdenziale, con la magra prospettiva di doversi sostenere, da vecchi, con la misera pensione minima..

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Un dato positivo è fornito dalle startup innovative, che in soli tre anni sono triplicate. Si tratta di nuove iniziative imprenditoriali di piccole dimensioni. Dal rapporto Censis si evince che le startup sono passate dalle 1.486 del 2013 alle 6.323 della fine di settembre 2016. Il settore produttivo che caratterizza la maggior parte di queste imprese è la creazione di software, mentre un quinto opera nel manifatturiero. La struttura lavorativa-base è quella del Fablab. In Italia ve ne sono oltre 100. In essi, i “makers” concretizzano idee creative e realizzano prototipi di oggetti innovativi, dai quali si può passare a una produzione industriale su grande scala. L’attrezzatura più usata è la stampante 3d.

Agostino

Il cambiamento prossimo venturo

Verso l'utopia

Siamo in un momento di grande cambiamento. La scuola deve cambiare la didattica, Ci sono lavori che scompariranno e arriveranno lavori nuovi. La scuola deve istruire gli studenti a progettare lavori che devono ancora arrivare. Bisognerà fare nuova progettualità insieme. Noi siamo figli dell'utopia; siamo i disadattati del sistema che sognano qualcosa d'altro. Ed é un percorso personale. Ognuno deve fare un percorso dentro; un percorso di ecologia interiore…e quando sei pronto sei del movimento, altrimenti non "devi" votarlo…Beppe GrilloMoVimento 5 Stelle SenatoMoVimento 5 Stelle Camera

Posted by Cittadino Carlo Martelli on Domenica 8 novembre 2015

Intervista a Erri De Luca